Torino 

Ab. 842.754; torinesi; altezza: m. 239 s.l.m.; provincia: Città metropolitana di Torino; mappa Info Turista.: ufficio IAT, piazza Castello ang. Via Garibaldi – T.: 011 535181; P.S.H.: Umberto I, via Magellano,1 – T. 011 5081111/Mauriziano, via F. Turati, 62 – T.: 011 5082370; Aeroporto Internazionale di Caselle, strada Aeroporto, 12, Caselle – T.: 011 5676361

Sulle ceneri dell’antico insediamento chiamato Taurasia o Taurinia di origine celtica ligure, distrutto da Annibale nel 218 a. C., sorse, intorno al 58 a.C., per opera dei romani, un presidio militare, l’antica Julia Taurinorum che diventò prima un castrum e nel 28 a. C. una colonia col nome di Julia Augusta Taurinorum. Centro importante sulla via delle Gallie, diventò un ducato bizantino quindi Longobardo, sconfitto dai franchi, i quali crearono una vasta contea causa di numerosi conflitti tra le famiglie feudali locali. Nel 940 Arduino Glabrione pose fine alle dispute costituendo la marca di Torino. A questo periodo risale il matrimonio tra Adelaide di Susa, discendente della “dinastia arduinica”, e Umberto I Biancamano, fondatore della casa Savoia, che portò la città sotto l’influenza della dinastia sabauda. Nel 1418 il duca Amedeo VIII fece di Torino il centro delle province del Piemonte unificate. Nel 1536, la città fu occupata dalle truppe francesi. Dopo il trattato di Cateau Cambrésis, nel 1559, fu restituita a Emanuele Filiberto di Savoia che diede vita a imponenti opere di ampiamento della città, insieme alla costruzione dei primi opifici; nel 1563 diventò la capitale del ducato di Savoia. L’opera di ammodernamento proseguì sotto il successore, Carlo Emanuele I che riuscì a dare a Torino l’aspetto barocco che mantiene ancora oggi. Carlo Emanuele II, dopo un lungo periodo di conflitti, diede ulteriore impulso ai progetti urbanistici della città e la difese dalle mire di Luigi XIV di Francia. Contro le mire francesi, nel 1706, Vittorio Amedeo II e suo cugino Eugenio respinsero la controffensiva transalpina dopo centodiciassette giorni d’assedio. Finalmente liberata, Torino diventò capitale del regno di Sardegna. Alla fine del XVIII sec. fu di nuovo sottomessa alla Francia fino al 1814, quando tornò sotto la dominazione sabauda. Da quell’anno Torino diventò il cuore del risorgimento italiano. Le azioni patriottiche, le guerre di indipendenza, le annessioni di nuovi territori, la proclamazione del regno d’Italia, la resero capitale del nuovo regno, dal 1861 al 1865.      

Torino si estende per la maggior parte del suo territorio pianeggiante, tra i 220 - 280 m s.l.m., sulla sponda sinistra dell’alto corso del Po dove si incontrano il Sangone, la Dora Riparia, e la Stura di Lanzo; sulla sponda destra del fiume Po si distribuisce la parte collinare, il cui punto più alto  è rappresentato dal Colle della Maddalena, a 715 m. Alcune aree del suo territorio: le colline torinesi e il parco del Po, riserva della biosfera, insieme ai palazzi e ai caratteristici edifici che fanno parte delle residenze sabaude in Piemonte, sono stati inseriti dall’Unesco tra i beni patrimonio dell’umanità. Circondata dalle splendide vette alpine del Monviso, Rocciamelone, Gran Paradiso, Monte Rosa e Cervino, Torino ha un impianto urbano di segno militare, con pianta a scacchiera e vie che si estendono in linea retta e si incrociano a 90°, secondo i dettami rinascimentali scelti dai Savoia per ridisegnare e ampliare la città. Agli inizi del XVII sec. risale la costruzione dei primi portici monumentali, una caratteristica di Torino, che si sviluppano per 18 km; al 1808 i lunghi viali con relativi controviali. Col tempo i viali hanno raggiunto la lunghezza complessiva di ben 320 km. Torino appare una città aristocratica, a volte severa e chiusa, la quale nel corso del tempo ha saputo mutare il suo destino: da antica capitale ha conservato la sua storia, la propria cultura, insieme agli splendidi edifici e all’enorme patrimonio artistico; da protagonista indiscussa del XIX e XX sec. è stata capace di traghettare, con spirito innovativo e d’avanguardia, il grande polo industriale creato, attraverso le crisi economiche della fine del secolo scorso e dell’ultimo ventennio del nostro secolo, verso il rinnovamento post - industriale, dovuto alla globalizzazione dei mercati e all’innovazione tecnologica. Torino è una città di contrasti e chiaroscuri: aristocratica, borghese e operaia, in cui il passato è dietro l’angolo, le memorie dei Savoia rivivono dappertutto in ogni piazza, in ogni strada di questa città, scrigno di tesori; in cui la modernità è espressa in maniera esemplare dalle opere di Renzo Piano, dai suoi grattacieli e dall’ avveniristica Stazione Porta Susa. Torino è pure definita la città magica, insieme a Lione e Praga formerebbe un triangolo occulto. Sarà vero sarà falso? Per noi la magia che possiede risiede nella sua bellezza e nell’eleganza dello stile incontaminato che la contraddistingue, altro che aura arcana! Fulcro della città è Piazza Castello, progettata nel 1584 da Ascanio Vittozzi per volere di Carlo Emanuele I, su cui si staglia isolato il Castello, mentre una cancellata ottocentesca la separa da Palazzo Reale e dalla sua piazza.   

Da vedere

Per il suo straordinario patrimonio artistico, per la grandezza del territorio su cui è distribuito nella città metropolitana, abbiamo individuato, per i viaggiatori, cinque itinerari virtuali distinti in diversi percorsi, da seguire, considerata la rispettiva lunghezza, in tappe separate, intorno al centro storico attraverso strade e piazze, edifici rinascimentali e tesori artistici unici al mondo: 

Itinerario I: dalla Stazione di Porta Susa in Largo Bolzano, sono visibili il Palazzo della Provincia e il Grattacielo Intesa Sanpaolo situati sul vicino Corso Inghilterra, il Grattacielo Rai, più isolato, posto all’incrocio con via Cernaia su cui si trovano la Caserma Cernaia, Scuola Allievi Carabinieri e il Mastio della Cittadella col Museo Nazionale di Artiglieria; più avanti si raggiunge il Santuario di Sant’Antonio da Padova, posto nella piccola via omonima, invece, svoltando per Corso G. Siccardi, poi lungo P. za Savoia si raggiunge via della Consolata su cui si staglia il Santuario della Consolata; proseguendo si raggiunge P. za della Repubblica e Porta Palazzo. Dalla piazza si apre la via per il Cottolengo, famosa opera pia.

Stazione di Torino Porta Susa, con annessa la stazione Porta Susa della metropolitana, rappresenta la realizzazione di un progetto avveniristico di alta ingegneria e urbanistica, che nel 2013 ha vinto il premio per la “Migliore stazione di grosse dimensioni UE”. Viene utilizzata: per il Servizio ferroviario metropolitano di Torino, in direzione Pinerolo – Chieri – Asti – Fossano – Alba – Chivasso – Torino Stura – Rivarolo; per il Servizio ferroviario regionale del Piemonte ed i treni Intercity, in direzione Porta Nuova e Milano; per il passaggio dell’Alta velocità, in direzione Francia e Milano – Roma;  

Mastio della Cittadella Cittadella, unico residuo della famosa fortezza della Cittadella, strutturata a pianta pentagonale con enormi bastioni ai vertici, era circondata da un enorme fossato, privo d’acqua, dotata di numerose opere difensive. Al centro era situato il Cisternone, pozzo che serviva al rifornimento idrico in caso di necessità. Al di fuori della Cittadella si estendeva un fitto labirinto di gallerie sotterranee. Oggi all’interno del Mastio è situata la sede del Museo Storico Nazionale d’Artiglieria, polo museale di storia delle tecnologie militari. Per saperne di più sul periodo storico e sulla Cittadella occorre visitare il Museo Pietro Micca, in via F. Guicciardini, circa 500 m prima del Mastio, costituito da due sale che conservano una ricca documentazione, numerosi cimeli e mostrano i plastici della Cittadella torinese all’epoca dell’assedio francese del 1706 dove si consumò l’atto eroico di Pietro Micca.  

Santuario di Sant’Antonio da Padova, piccola via omonima, laterale di via Cernaia, costruzione della fine del XIX sec., consacrata il 13 giugno 1887, in forma neogotica con elementi neoromanici, come glia archi a tutto sesto, che richiamano lo stile della basilica di Padova. Annesso alla chiesa è situato il convento, gestito dai Frati Minori, Centro Carità con mensa per i poveri.

Santuario della Consolata, nella via omonima, esempio dello stile barocco piemontese. La sua costruzione ha origini paleocristiane, V sec., quando fu edificata la chiesa di Sant’Andrea, sui resti di una torre angolare romana che faceva parte della cinta muraria dell’antica Augusta Taurinorum. Unica testimonianza della chiesa romanica è la Torre campanaria a base quadrata costruita intorno al X sec. con materiali di epoca romana. Oggi la Torre ospita la campana più grande del Piemonte, tra le più grandi campane d’Italia. Nel XI sec., a opera dei Monaci Novalicensi l’antica chiesa fu ampliata in stile romanico e sviluppata su tre navate. Intorno alla metà del XV sec. l’Ordine dei Benedettini decise un ulteriore ampliamento della chiesa; successivamente, tra la fine del XVII e la metà del XVIII sec., subì un nuovo rimaneggiamento in forma barocca, il primo ad opera dell’architetto G. Guarini, il successivo ad opera del grande F. Juvarra. L’aspetto con cui si presenta oggi è dovuto all’ultimo ampliamento avvenuto tra il 1899 e il 1904 per mano dell’architetto C. Ceppi. Sul piazzale accanto si staglia la Colonna della Consolata voluta dall’amministrazione a seguito di un’epidemia di colera. L’interno si distribuisce su una planimetria complessa e diversificata, si apre nell’immenso corpus ellittico che anticipa la navata principale a pianta esagonale, circondata da tre altari laterali, tra cui la Cappella mariana che ospita la statua della Consolata in argento.   

Piazza della Repubblica, voluta dal Duca Vittorio Amedeo II di Savoia per la realizzazione del rinnovamento urbanistico della Contrada di Porta Palazzo, accesso principale alla città da nord. Prima chiamata Piazza Vittoria, poi dedicata a Emanuele Filiberto, infine, nel 1946, acquisì la denominazione attuale. La piazza più grande della città costituisce la linea di demarcazione tra il centro antico e gli sviluppi urbani moderni. Ha forma ottagonale e rappresenta il fulcro di Porta Palazzo, nome col quale viene spesso chiamata. Ospita quotidianamente uno dei mercati all’aperto più grandi d’Italia che oggi rappresenta un vero e proprio punto d’incontro di numerose etnie.

Cottolengo o Piccola Casa della Divina Provvidenza, nella via omonima che si apre da Piazza della Repubblica.Si tratta di un ente di assistenza fondato nel 1828 da S. Giuseppe Cottolengo. Adiacente all’edificio si trova la neoclassica chiesa di S. Maria Ausiliatrice dove sono conservate le spoglie di San Giovanni Bosco, creatore delle opere salesiane.

Itinerario II: da Porta Palatina si arriva alla Chiesa di S. Domenico, a P. za S. Giovanni e la Cattedrale di S. Giovanni Battista, alla Real Chiesa di San Lorenzo, al Palazzo Reale, il quale Insieme ai Giardini Reali, La Biblioteca, L’Armeria Reale, la Galleria Sabauda, il Museo archeologico, il Pian terreno di Palazzo Chiablese e la Cappella della Sacra Sidone è visitabile all’interno della visita al polo dei Musei Reali.

Porta Palatina, antico ingresso alla città attraverso la cinta muraria ancora visibile. La Porta si presenta aperta da due ordini di finestre e da quattro fornici, al cui fianco si ergono due torri merlate. Nella piazza, centro dell’antica Augusta Taurinorum, si alzano le copie delle statue bronzee di Giulio Cesare e di Ottaviano tra i resti di una strada romana ancora visibile. Poco oltre, ai piedi del Palazzo reale si vedono i resti del Teatro Romano di epoca augustea.

Chiesa di S. Domenico, nella via omonima, costruzione del XIV sec. restaurata successivamente, la facciata è uno delle poche testimonianze dell’epoca medioevale. All’interno, nella Cappella delle Grazie sono conservati affreschi del XIV sec.

Cattedrale di S. Giovanni Battista, il Duomo di Torino, in Piazza S. Giovanni, costruita nel XV sec. in forme rinascimentali, presenta una facciata con tre portali e notevoli rilievi. Il Campanile sorge isolato. L’interno è in tre navate, in fondo al presbiterio due enormi portali da cui partono due rampe di scale che conducono alla Capella della Sacra Sindone, realizzata dal Guarini, dove sull’altare è posta l’urna contenente la Sacra Sindone, il sudario che ricoprì il corpo di Gesù dopo la crocefissione e su cui si sono riscontrati le sue impronte corporali. 

Teatro Romano, quasi annesso alla Cattedrale, fa parte della vicina area del Parco Archeologico, risale al 13 a. C., è rimasto attivo fino al III sec. Costituisce l’unica testimonianza delle tre fasi costruttive successive dell’antica città romana.

Palazzo Chiablese, tra Piazza Castello, via XX Settembre e Piazza S. Giovanni, costruzione del XVI sec., fu residenza dei Savoia e di altri notabili succedutisi nel tempo. Fa parte del sito “Residenze sabaude” riconosciuto come Patrimonio dell’umanità Unesco. Oggi sede di numerosi uffici pubblici della regione e sede di Mostre ed eventi.

Chiesa di S. Lorenzo, in Piazza Castello, edificata nel XVII sec. opera del Guarini, senza alcuna facciata, ma con una pianta centrale e un interno barocco riccamente ornato di stucchi e marmi. Coronato da una splendida cupola.

Palazzo Reale, finito di costruire nel 1660, fu la residenza dei Savoia fino al 1865. All’interno sono visibili le sale di rappresentanza al I piano che conservano decorazioni, arazzi, collezioni di vasi, dipinti e mobili dell’epoca. Particolari: il Gabinetto Cinese delicato locale dove risaltano le lacche antiche e la volta affrescata dal Beaumont; lo Scalone delle Forbici, che porta al II piano, creato nel 1720 da F. Juvarra. Dietro il Palazzo Reale si trovano i Giardini Reali, aree verdi di cui la parte più esterna è pubblica e attraversate dai viali. Nella cosiddetta Manica Nuova di palazzo reale è situata la Galleria Sabauda, una delle più importanti pinacoteche d’Italia. Raccoglie dipinti dal XIII al XX sec., in particolare di autori piemontesi. Nel complesso di Palazzo Reale hanno sede, altresì: la Biblioteca Reale, istituita da Carlo Albero nel 1839, oggi conserva circa 200.000 volumi stampati e 4.500 manoscritti, oltre a numerosi disegni, incunaboli, pergamene, incisioni e carte geografiche; l’Armeria Reale, occupa l’ala destra del palazzo reale e raccoglie una delle più preziose collezioni dele genere, armi e armature di numerosi paesi dei sec. XVI – XIX; il Museo di Antichità o Archeologico, la cui entrata è situata in via XX Settembre, conserva vari reperti archeologici dall’età preistorica all’età barbarica; interessanti gli oggetti d’argento lavorato del tesoro di Marengo, la collezione di vetri romani e le splendide ceramiche greche e quelle delicate di Cipro.

Itinerario III: da P.za Castello, Palazzo Madama, il Teatro Regio, poi alla Galleria Subalpina, P.za Carignano, il Museo Egizio e, attraverso via Roma, a P.za S. Carlo, p.za Carlo Felice fino alla Grande Stazione Porta Nuova.

Piazza Castello, cuore della città, è la piazza principale e il fulcro del centro storico. Dalla piazza si aprono ben quattro importanti arterie: via Garibaldi, la sola pedonale, via Po, via Roma e via P. Micca. A forma quadrata, al centro si staglia Palazzo Madama e Casaforte degli Acaja, mentre a nord ovest si innesta con la piccola Piazzetta Reale, da cui si accede al Palazzo Reale e al passaggio verso Piazza S. Giovanni, mentre Palazzo Chiablese si eleva al lato ovest. Tutto il perimetro di Piazza castello è costituito da preziosi portici di diverse epoche e da prestigiosi edifici: a nord, il Palazzo della prefettura – Armeria reale; a est, il Teatro Regio; a ovest, il palazzo signorile che ospita la regione Piemonte, al lato di via Garibaldi; a nord ovest, la Real Chiesa di San Lorenzo; a sud est, la Galleria Subalpina; e a sud ovest, la Torre Littoria.  

  

Palazzo Madama e Casaforte degli Acaja, complesso architettonico posto in Piazza Castello, patrimonio dell’umanità Unesco, facendo parte del sito “Residenze sabaude”. Costruzione unica nel suo genere, da una parte fortezza, appunto un vero e proprio castello, dall’altra edificio di aristocratica eleganza. Intorno alla sua costruzione convivono duemila anni di storia della città. Da antica porta della colonia romana Julia Augusta Taurinorum, a fortezza, a Castello simbolo del potere sabaudo, fino al XVI sec. quando la la sede della famiglia Savoia fu sostituita dal Palazzo Reale attuale. I lavori di restauro avrebbero dovuto cancellare o nascondere i segni dell’antico castello medievale: a realizzare tale progetto parteciparono gli architetti dell’epoca, F. Juvarra progettò persino un intero palazzo barocco in pietra bianca che non venne mai portato a termine. Dopo il completamento dell’avancorpo, sul lato ovest del castello, cioè la costruzione che sporge in avanti rispetto al corpo dell’edificio, nel 1721, gli interventi terminarono. La scenografia disegnata dal Juvarra evidenzia la contrapposizione del vecchio complesso medioevale con le idee barocche dell’epoca, conferendo al palazzo maggiore dignità e prestigio. Durante le campagne napoleoniche fu sede del governo provvisorio francese. Col ritorno dei Savoia il palazzo ebbe una nuova vita: prima fu sede dei Comandi militari; dal 1822 venne adibito a osservatorio astronomico; dal 1832 al 1865 fu sede della Galleria Sabauda; dal 1848 sede del Senato Subalpino fino al 1864. Dal 1934 è sede del Museo Civico d’Arte antica che custodisce notevoli opere d’arte, tra dipinti, sculture, raccolte di mobili antichi, collezioni numismatiche, arazzi, terrecotte e porcellane, una raccolta di vetri unica.

Teatro Regio, in Piazza Castello, costruito in stile rococò e inaugurato nel 1740 fu distrutto da un incendio nel 1936 e ricostruito in forme moderne e nuovamente inaugurato nel 1973. È ancora visibile la facciata settecentesca della costruzione originaria, oggi porticata. È il principale teatro lirico della città e tra i più importanti d’Italia.  

 

 

Galleria Subalpina, attraversando via Po all’altezza del Teatro Regio, dopo pochi metri di portico, si apre questo immaginifico edificio che ospita botteghe storiche e commerciali. Costruita nel 1873 ad opera della banca dell’Industria Subalpina, da cui prese il nome. In tipico stile Ottocentesco, si rifà ai modelli parigini dell’epoca in cui la volta rappresenta il punto più alto dell’opera, insieme agli elementi decorativi di vetro e ferro battuto.

Palazzo Carignano, nella Piazza omonima, della fine del XVII sec., opera del Guarini, in perfetto stile barocco piemontese, presenta una particolare facciata balconata a doppio ordine con ampio atrio e relativo cortile. L’edificio è legato alla storia della città: vi nacquero Carlo Alberto e Vittorio Emanuele II, il 14 marzo 1861 vi fu proclamato il Regno d’Italia, qui si riunì la prima Camera dei Deputati (1848 - 1860) e il primo Parlamento d’Italia (1860 – 1865). il Palazzo fa parte del sito Unesco "Residenze Sabaude Piemontesi", al cui I° piano è situato il Museo del Risorgimento Italiano che custodisce la raccolta di documenti e cimeli del periodo in cui realizzò l’unificazione d’Italia. Una sezione è dedicata alla Resistenza. Nella Piazza si staglia il famoso Teatro Carignano aperto nel 1711 con la prima della tragedia “Cleopatra” dell’Alfieri. Dalla parte opposta a Palazzo Carignano, si trova Piazza Carlo Alberto e il monumento equestre a lui dedicato.

Museo Egizio, occupa dal 1824 il Palazzo Accademia delle Scienze, nella via omonima, maestosa costruzione in forma barocca della fine del XVII sec. Fino al secolo scorso il palazzo ospitava anche il Museo di Antichità e la Galleria Sabauda oggi trasferiti negli enormi spazi del Palazzo Reale. Il Museo Egizio è dedicato esclusivamente all’arte e alla civiltà dei geroglifici e delle piramidi, conserva gruppi statuari, mummie, papiri, arredi funerari e ciò che riguarda l’antica civiltà nilotica. Dal giugno dell’anno scorso è visitabile anche il giardino botanico dedicato alla flora egiziana dell’epoca.

Chiesa di S. Filippo Neri, in via dell’Accademia delle Scienze, eretta tra la fine del XVII sec. e la terza decade del XVIII sec., vi lavorarono i maggiori architetti del periodo, A. Bettini, G. Guarini, F. Juvarra, G. Talucchi. L’interno a navata unica è riccamente decorato. A lato è situato l’Oratorio di S. Filippo progettato dal Juvarra.

Palazzo Carpano, in via Maria Vittoria, costruzione barocca del XVII sec. presenta un importante atrio del XVIII sec.

Piazza S. Carlo, suggestiva piazza cittadina, vi si giunge attraverso la centrale via Roma, al cui centro si staglia il monumento a Emanuele Filiberto dell’artista Marocchetti, circondata da edifici con portici tra cui Palazzo Solaro del Borgo, le due chiese barocche gemelle: di S. Cristina, costruita nel 1639 dal Castellamonte, presenta un’armonica facciata del Juvarra, l’interno a navata unica è impreziosito nella volta da notevoli stucchi; di S. Carlo Borromeo, costruita nel 1619 con facciata del XIX sec. attribuita al Coronesi.

Chiesa di S. Teresa, nella via omonima, costruita intorno alla metà del XVII sec. con facciata del XVIII, all’interno custodisce il prezioso altare di S. Giuseppe del Juvarra e la tomba reale di Maria Cristina.

Piazza Carlo Felice, dove termina Via Roma e si apre il corso Vittorio Emanuele II, di fronte alla Stazione Porta Nuova. La forma in cui oggi è giunta a noi è dovuta al progetto dell’architetto J.-P. Barillet - Deschamps nel 1861. Il piano riguardò anche il progetto della costruzione della nascente Stazione ferroviaria di Torino Porta Nuova, opera degli ingegneri A. Mazzucchetti e C. Ceppi tra il 1853 e il 1864. La piazza è collegata da eleganti portici a via Roma con un’esedra semicircolare. Al centro della piazza si trova il giardino intitolato a Ernesto di Sambuy dove si stagliano le statue dedicate a De Amicis, Massimo d’Azeglio, E. di Sambuy, piante e alberi monumentali.

Stazione di Torino Porta Nuova, principale stazione ferroviaria della città, prende il nome dalla nuova Porta meridionale costruita nel 1620 per consentire l’ampliamento urbano del centro storico voluto da Carlo Emanuele I di Savoia. La stazione, a più riprese, è stata sottoposta a pesanti lavori di ristrutturazione e rimodernamento che terminarono soltanto nel 2009. Oggi è configurata come stazione di testa è costituita da 20 tronchi di coppie di rotaie, è la terza stazione più importante d’Italia per flusso di passeggeri. La stazione di Torino Porta Nuova si articola su diversi livelli: piano sotterraneo, occupato da locali di servizio delle FS e al collegamento diretto con la metropolitana; piano terra, sede del piazzale binari, dei servizi passeggeri, delle attività commerciali e della chiesa; mezzanino, sede di attività commerciali; piani superiori, sede di vari uffici e dei servizi postali. La Stazione di Porta Nuova è servita dai treni del servizio regionale del Piemonte, dai treni del servizio ferroviario metropolitano della città, dal servizio treni a lunga percorrenza di Trenitalia e di NTV (Italo), capolinea dei treni ad alta velocità e di tratte per la Francia, consente l’interscambio con le linee di trasporto pubblico urbano e dei tram, compresa la linea Sadem per l’aeroporto di Caselle.   

Itinerario IV: da via Po, che unisce Piazza Castello a Piazza Vittorio Veneto, alla Mole Antonelliana con il Museo del cinema, il Centro di Produzione Rai, la cittadella universitaria, la P.za Veneto; poi, superato il Ponte Vittorio Emanuele I, sul Po, si raggiunge la Chiesa della Gran Madre di Dio e più avanti la Villa della Regina, il Monte dei Cappuccini con la Chiesa d S. Maria del Monte, il Convento dei Cappuccini e il Museo Nazionale della Montagna. Ritornando sul lungo Po, oltrepassati Corso Moncalieri e il Ponte Umberto I si giunge al Parco del Valentino.  

Palazzo dell’Università degli Studi, si staglia sulla sinistra di via Po, costruzione del XVIII sec., inaugurata nel novembre del 1720, con cortile a portico e doppio loggiato, dove sono collocati i busti e le statue dei maggiori professori che vi hanno insegnato e la targa posta in ricordo della laurea in teologia qui conseguita da Erasmo da Rotterdam nel 1506. Pregevole anche il portale d’ingresso su via Verdi, in forma neoclassica, del 1834.

Chiesa di S. Francesco di Paola, poco oltre il palazzo dell’Università, eretta intorno alla metà del XVII sec. in forme barocche. L’interno è ricco di storia, a pianta rettangolare, a navata unica e sei cappelle laterali, è decorato da marmi del XVIII.

Mole Antonelliana, in via Montebello, una traversa a sinistra di via Po, maestosa costruzione monumentale, simbolo della città, progettata dall’architetto A. Antonelli è stata costruita tra il 1863 e il 1889. Presenta un pronao che si innalza per circa 30 m. con colonne in granito in stile neoclassico; al di sopra, dai 40 agli 80 m. di altezza si alza la grande cupola quadrangolare; più in alto il “Tempietto”, un’altra struttura alta circa 20 m.; quindi, si eleva la lunga guglia alta 18 m, un basamento chiamato “Lanterna”; al di sopra si posa la cuspide a base ottagonale di forma neogotica, costituita da dieci terrazzini circolari, sempre più piccoli via via che si sale. La Mole con i suoi 167,50 m. di altezza fu la costruzione in muratura più alta del mondo. Nel corso del secolo scorso ha subito una serie di ristrutturazioni con cemento armato e travi in acciaio; nel 1964 fu realizzato il primo ascensore per turisti che permetteva di giungere fino al Tempietto, nel 2000 è entrato in funzione l’attuale ascensore dotato di pareti completamente trasparenti, alla velocità di circa 1,5 m/s si giunge al Tempietto, primo livello terrazzato, a 85 m di altezza. La Mole è oggi sede del Museo Nazionale del Cinema, che si sviluppa a spirale verso l’alto su più livelli presentando una ricca collezione che documenta la storia del cinema dalle origini ai nostri giorni, in una atmosfera scenografica del tutto eccezionale, tra proiezioni e giochi di luce, con allestimenti e postazioni multimediali e interattive e ambienti dedicati al western, al musical, alla fantascienza. Un’esperienza da non perdere.

Chiesa della SS. Annunziata, in via Po, costruzione barocca della metà del XVII sec. ricostruita nella prima metà del XX sec. All’interno sono conservate importanti opere d’arte come l’altare maggiore e l’altare della Cappella dell’Addolorata.                             

Piazza Vittorio Veneto, è posta al termine di via Po e si apre fino allo storico Ponte Vittorio Emanuele I, che attraversa il fiume Po e da cui sono visibili la Chiesa della Gran Madre, il Monte dei Cappuccini e le colline della parte orientale della città. Di forma rettangolare con un lato a semicerchio, grazie ai numerosi locali che vi si affacciano, è un punto di ritrovo per i giovani torinesi.

Chiesa della Gran Madre di Dio, posta nella piazza omonima sulla riva destra del fiume Po, attraversato il Ponte Vittorio Emanuele I e vicino al Monte dei Cappuccini, la costruita tra il 1818 e il 1831 in forme neoclassiche, si ispira al Pantheon di Roma. Presenta all’esterno un pronao esastilo notevole, mentre l’interno a navata unica a pianta circolare è impreziosito dalla singolare cupola esempio dello stile neoclassico piemontese; la cripta fa da Ossario dei caduti della I^ guerra mondiale.

Villa della Regina, in Strada comunale S. Margherita, salendo verso est, a circa Km 1 dalla Gran Madre. È una costruzione del XVII sec. progettata dal Vittozzi e realizzata dai Castellamonte, padre e figlio, su commissione del cardinale Maurizio di Savoia. Nel corso del XVIII sec. fu la residenza delle regine sabaude, da cui la denominazione. Fa parte del circuito delle Residenze sabaude in Piemonte riconosciute dall’Unesco come Patrimonio dell’umanità. Percorso il viale di accesso la villa si apre con una piazza – terrazza ellittica con fontana centrale. Sul retro risplende un meraviglioso giardino all’italiana disegnato ad emiciclo scavato nella collina. Sempre dal retro si accede al Belvedere superiore che dall’alto del palazzo domina la splendida vista panoramica circostante. All’interno, impreziosito da stucchi e decorazioni, sono conservate pregevoli dipinti.

Monte dei Cappuccini, una collina immersa nel verde a 325 m. s.l.m. su cui si staglia la chiesa di S. Maria del Monte eretta nel 1583 su progetto del Vittozzi in stile manierista tardorinascimentale. L’interno è stato abbellito in epoca successiva da pregevoli decorazioni marmoree in forme barocche del Castellamonte.  A lato sono situati il Convento dei Cappuccini e il Museo Nazionale della Montagna Duca degli Abruzzi, che comprende tre aree: quella dedicata alla Documentazione; quella espositiva vera e propria, dove sono conservati oggetti e strumenti riguardanti l’esplorazione del Polo nord, Himalaya, Karakorum, K2 e numerosi cimeli, costumi e minerali; quella dedicata agli Incontri e agli eventi. Si accede dal piazzale panoramico in vetta. 

Parco del Valentino, una volta ritornati sul Lungo Po, superato corso Moncalieri e il Ponte Umberto I si apre il meraviglioso parco pubblico che occupa un’area di circa 55 ettari, nel cui interno sono visitabili: l’Orto Botanico, conserva esemplari di flora locale e curiosità esotiche, suggestivo “il boschetto” sul modello del giardino all’inglese; il Castello del Valentino, costruito nel 1630 dal Castellamonte sul modello dei castelli francesi del XVI sec.; il Borgo Medioevale con la Rocca, un complesso, realizzato intorno alla fine XIX sec, che riproduce edifici medievali piemontesi e castelli della Val d’Aosta, utilizzato oggi per ospitare periodiche mostre o eventi culturali; il Palazzo Torino Esposizioni sede di manifestazioni ed eventi.

Itinerario V: il polo industriale dell’automobile

Fiat Mirafiori, in corso Unione Sovietica, un vasto comprensorio industriale, che prende il nome dal quartiere dove è stato realizzato, di rilevanza internazionale per la costruzione di motori, auto e apparecchiature meccaniche, fondato nel 1899 da Giovanni Agnelli, vi lavoravano al massimo dell’espansione circa 78.000 operai. Oggi ancora parzialmente in funzione, vi lavorano appena 12.000.

Fiat Lingotto, in via Nizza, il principale stabilimento della Fiat. Singolare la pista di prova per auto realizzata tra gli anni 1926 – 1927, a forma di anello, sistemata sul tetto della fabbrica. Nel 1991 lavori di riqualificazione hanno convertito il lato sud del comprensorio in un centro espositivo, chiamato Lingotto Fiere, in cui nel 1992 venne inaugurato il Salone dell’Automobile. Successivamente lo spazio è stato convertito in un grande centro polifunzionale: nel 1993 fu realizzato un centro Congressi con 12 sale permanenti, adiacente alla sala è posto l’Auditorium Giovanni Agnelli, progettato da Renzo Piano; nel 1994 fu costruita la Bolla su progetto di Renzo Piano, una sala riunioni semisferica sul tetto della palazzina centrale fornita di eliporto; nel 2002 fu inaugurata la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, museo d’arte permanente che ospita, insieme a dipinti e sculture dei più noti artisti internazionali, la collezione privata della famiglia, collocata dentro lo Scrigno, opera di Renzo Piano; nel 2011 nasce il centro direzionale Exor, holding finanziaria della famiglia Agnelli; nel 2020 viene ampliato e creato il Centro Commerciale Lingotto.

Museo Nazionale dell’Automobile, MAUTO, in corso Unità d’Italia, fondato da Carlo Biscaretti di Ruffia, e oggi dedicato a Giovanni Agnelli, custodisce documenti, disegni, progetti, sull’evoluzione dell’automobile italiana e in parte, della produzione straniera. In un tourbillon di modelli sono visibili auto dal 1900 a oggi.       

Nei dintorni

Il grande territorio distribuito intorno a Torino si distingue per l’alto valore aristocratico del suo patrimonio architettonico e non solo, giardini e parchi fanno a gara per rendere ancora più splendidi i luoghi disegnati dagli architetti più famosi del ‘700. Non è da meno il ricco patrimonio industriale che si è andato vieppiù insinuando in questo contesto, razionale e concreto, sprezzante delle meraviglie naturali e artistiche vicine. La villa reale di Stupinigi, palazzina di caccia progettata dal Juvarra nel 1730 per Vittorio Amedeo II, è uno degli esempi di questa fusione, un capolavoro dell’arte rococò posta accanto a Mirafiori, uno dei grandiosi distretti industriali dell’auto. Poi, tutt’intorno il territorio si estende tra vaste cascine e grandi cittadine contornati da campi e prati lussureggianti.  Non possiamo nascondere il fascino degli antichi quartieri dei comuni di Avigliana, Rivoli, Pianezza, Alpignano e tante altre località, tra le quali segnaliamo:           

Basilica di Superga, circa 10 km a est, si alza sulla collina a circa 670 m. s.l.m., gioiello architettonico firmato da F. Juvarra e portato a termine nel 1731. Si presenta con un spazioso pronao a colonne sormontato da un’ampia cupola che si staglia tra due importanti torri campanarie. L’interno a pianta centrale custodisce preziose tele e pregevoli rilievi del XVIII sec. agli altari. Nella cripta sono le tombe di re e principi sabaudi. Una lapide, sul retro, ricorda i calciatori del grande Torino caduti nei pressi, nel 1949, in un disastro aereo.

Colle della Maddalena, circa 10 km a sud est, si trova a 715 m. s.l.m., rappresenta il punto più alto di Torino. Sul colle si apre il grande Parco delle Rimembranze, alla cui vetta si staglia il Faro della Vittoria, opera scultorea moderna di E. Rubino, del 1929.

Colle dell'Eremo, circa 8 km a sud est,, a 625 m. s.l.m. immerso nell'omonimo parco, vi è situato il Centro trasmittente di Totino Eremo, prima postazione televisiva della Rai. 

Colle della Maddalena, circa 10 km a sud est, si trova a 715 m. s.l.m., rappresenta il punto più alto di Torino. Sul colle si apre il grande Parco delle Rimembranze, alla cui vetta si staglia il Faro della Vittoria, opera scultorea moderna di E. Rubino, del 1929.

Pecetto Torinese, circa 12 km a sud est, noto per la produzione di ciliegie presenta un centro storico interessante: Chiesa di S. Sebastiano, del XV – XVI sec. con un notevole portale e pregevoli affreschi; nella parte alta del paese è situata la chiesa di S. Maria della Neve opera del Vittone del 1700 al cui lato si staglia una torre del XII sec.   

Chieri, circa 20 km a sud est, l’antica Karrea Potentia, importante centro romano, libero comune nel XII sec. fu sottomessa dal Barbarossa nel 1155, dopo un lungo assedio, e donata ai vescovi di Torino. Dopo vari conflitti tra i signori locali, intorno alla metà del XIV sec., passò ai d’Acaja, quindi ai Savoia nel 1418. Oggi è un comune popoloso il cui aspetto architettonico e urbanistico del centro storico mantiene i segni medievali. Da vedere: il Duomo, chiesa collegiata di Santa Maria della Scala, nella piazza omonima, costruzione del XV sec. in stile gotico, tra le significative del Piemonte, restaurata alla fine del XIX sec., con ampia facciata in cotto, aperta da tre portali. A destra si stagliano il Campanile del Xiv sec. e il Battistero romanico – gotico, a forma ottagonale, coronato da una cupola e collegato con la chiesa. All’interno sono custodite pregevoli opere d’arte. Chiesa di S. Domenico, in via Vittorio Emanuele, costruita nel corso del XIV sec. in forme gotiche a tre navate, ristrutturata nel XV sec. Caratteristico il campanile, l’abside poligonale e il maestoso portale. All’interno conserva importanti dipinti. Chiesa dei Santi Bernardino e Rocco, in piazza Cavour, eretta intorno alla fine de XVII sec., il Vittone ne ricostruì la cupola 1792 e il Guarini la facciata; l’interno conserva numerose opere d’arte. Chiesa di S. Giorgio, nella via omonima, si alza sulla rocca dove del primo nucleo medievale della cittadina, la quattrocentesca chiesa a tre navate fu completamente ristrutturata nel XVIII sec., l’interno in forme gotiche, conserva dipinti del Moncalvo. Dal piazzale antistante la chiesa si apre una splendida vista sulla collina torinese e la catena alpina.

Venaria Reale, circa 10 km a nord ovest, l’antica Altessano di origini romane, nel XVI sec. venne divisa in Altessano Superiore e Altessano Inferiore; la parte Superiore diventò la sede della palazzina di caccia dei Savoia per potere praticare l’ars venatoria, da cui il nome Venaria. Il nucleo storico della cittadina fu disegnato e realizzato tra il 1667 e il 1690 dal Castellamonte. Caratteristica è Piazza dell’Annunziata, in stile barocco, sullo sfondo del centro si intravede l’ingresso della Reggia, realizzata tra il XVII e il XVIII sec., mentre gli Appartamenti Reali di Borgo Castello, risalenti al XVIII – XIX sec., sono situati nel Parco regionale La Mandria. Reggia e Appartamenti Reali fanno parte del circuito di residenze sabaude patrimonio dell’Umanità.    

Villa reale di Stupinigi, circa 10 km a sud ovest, nel comune di Nichelino a 244 m. s.l.m., realizzata da F. Juvarra nel 1730, in stile rococò, come palazzina di caccia per Vittorio Amedeo II. Intorno si sviluppa un vasto parco. Oggi la villa è sede del Museo dell’arredamento, dove spiccano gli ambienti superbamente decorati. La villa fa parte del circuito delle Residenze Sabaude in Piemonte nel 1997 proclamato dall’Unesco patrimonio dell’umanità.

Manifestazioni

Numerosi sono gli eventi programmati annualmente nell’area Lingotto Fiere. Peraltro, la città ospita frequentemente importanti festival e rassegne. Tra gli altri:

Luci d’artista, installazioni luminose di vari artisti addobbano i principali edifici della città, nel periodo natalizio.

ARTissima, fiera dedicata all’arte contemporanea, si tiene presso il Lingotto intorno al mese di novembre.

“Salone internazionale del libro”, fiera dell’editoria italiana, si svolge ogni anno al Lingotto nel mese di maggio.

“Festival delle colline torinesi”, manifestazione di teatro contemporaneo, in diversi luoghi della città, tra luglio e agosto.

“Torino Comics”, mostra mercato del fumetto, si effettua al Lingotto Fiere in primavera.

Gastronomia

Ricca di piatti tipici in cui ricorrono le paste fresche ripiene, la carne, le verdure: Vitel tonné/ caponet, involtini di cavolo verza farciti di carne tritata di maiale e salsiccia fresca sbriciolata e cotti al forno/ tomini/ Agnolotti, pasta fresca all’uovo, tirata a mano e ripiena di carne e verdura/ tajarin al tartufo bianco d’Alba / acciughe al verde/ fonduta/ Brasato al barolo/ Faseui a la tofeia/ finaziera/ Biscotti secchi come i baci di dama, i torcetti, le paste di meliga, i krumiri, le lingue di gatto/ bicerin/ gianduiotti/ bonet, antico dessert

da non perdere

Fritto misto alla piemontese/ bagna caòda, una salsa ottenuta dopo una lunga e lenta cottura di aglio, olio e acciughe, servita in tegame di terracotta e accompagnata da verdure di stagione crude e cotte/ Gran bollito misto/ Cioccolata calda in tazza/ il bicerin, bevanda calda composta da caffè, cioccolato e crema di latte 

Vini

Vini rossi: Barberra/Dolcetto/Grignolino/ Freisa/Bonarda, tutti Doc

Vini bianchi: Cortese/ Moscato/ Moscato passito, tutti Doc

Alberghi

B&B Hotel Torino ***, C.so Orbassano 470 – 011 3117946

Hotel Plaza ***, via Ilarione Petitti, 18 – 011 6632424

Best Western Hotel Luxor***, Corso Stati Uniti, 7 – 011 5620777

Ristoranti

Cianci, Largo IV Marzo, 9/b – 353 3426322

Madama Piola, via Ormea, 6 bis – 011 0209588

Antica Bruschetteria Pautasso, Piazza Emanuele Filiberto, 4 – 011 4366706

Parcheggi

Parcheggio Vittorio, P.za Vittorio Veneto, 14/g · 011 884153

GTT parcheggio Valdo Fusi, Via S. Francesco da Paola

Parcheggio Re Umberto, Corso Re Umberto · 347 812 4527

Parcheggio EMANUELE FILIBERTO – APCOA, Piazza Emanuele Filiberto, 14 · 348 445 8158

Parcheggio Corso Bolzano - Stazione Porta Susa, Corso Bolzano, 47A · 011 517 8983

Parcheggio ACI Roma-San Carlo-Castello - ingresso di Piazza Castello, P.za Castello, 113 · 011 566 0093

Parcheggio GTT Santo Stefano, Via Porta Palatina, 15 · 800 019 152

Autorimessa, Via Santa Chiara, 17 f · 011 436 2486

Parcheggio Aci Giolitti, Via Giovanni Giolitti, 14 · 011 562 2373

CENTRAL PARKING TORINO (Parcheggio Auto Moto Custodito), Via Filippo Juvarra, 22 · 011 539192

Parcheggio San Salvario, Autorimessa, Via Saluzzo, 22-24

Parcheggio Venchi Unica, C.so Francia, 323 A

Parcheggio Torino Porta Nuova – Parkinstation, Via Paolo Sacchi, 2 · 800 909 636

Parcheggio Piazza San Secondo, Piazza San Secondo, 10128 · 800 019 152

Parcheggio ACI Bodoni, Piazza Giambattista Bodoni · 011 812 5048

Parcheggio PALESTRO/Apcoa, Via Antonio Bertola, 64 · 348 445 8158

Parcheggio Palagiustizia, Corso Vittorio Emanuele II · 800 019 152